La caverna dell’uomo selvaggio

La caverna dell'uomo selvatico - Ailoche ph. credit Viaggia e Scopri

Una caverna dell’ “Om Salvei” si trova anche a Sordevolo. Questa leggenda ha in certo modo carattere moderno: si tratta di un perseguitato politico (è il mito che rivive in altra epoca dalla quale prende nuovo colore), che i mandriani definirono col nome di selvaggio. Anche costui, m’informò l’agricoltore G.B. Bona di Sordevolo, insegnò ad essi molte cose utili e si riproponeva di insegnarne progressivamente delle altre, fra le quali il ricavo della cera del siero.

“Ma invece di assecondarlo, pare lo deridessero come del resto fanno ancora al presente i contadini quando viene loro consigliata qualche nuova pratica. Disgustato del trattamento se ne andò in luogo più ospitale e più non se ne seppe”.

Un’altra tana dell’uomo selvaggio esiste sopra Piedicavallo e Montesinaro ai piè della parèj du slet. Qui si tratta di un uomo inselvatichito dopo la morte della donna amata. Così dunque come la leggenda del selvatico  di Bele ha carattere aspro, ed improntata a ferocia è quella della filatrice, mite appare la terza. E queste sono le diverse istorie del Salvei ma, di tutte preferiamo quella di Bele che ivi “l’uomo selvaggio” più si avvicina alla sua forma originaria mitologica e faunesca, essere scaturito veramente dal “sogno di una notte di mezza estate”  e a noi simpatico perchè così primitivo e audace, innamorato delle donne belle come un poeta.

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